
Oggi era il compleanno di mio padre. Mio padre ha 64 anni, molti dei quali passati lavorando come un matto. E' stanco, invecchiato, malonconico, ma ancora riesce a sognare. Come me sogna di invecchiare in campagna, e diversamente da me sogna anche di invecchiare in barca a vela. Come riesca a far andare d'accordo le due cose non lo so, ma di fatto ci riesce.
E' per questo che questa primavera si è comprato una barca. La seconda, perché la prima l'aveva dovuta vendere. Quest'altra è ancora più bella della prima. E' il suo piccolo giocattolo, quella parte della sua vita in cui lui è felice, entusiasta addirittura, anche se a modo suo: poche parole, molta energia.
Oggi era il compleanno di mio padre. Approfittando della domenica è andato a Fiumicino a prendere la barca per trasferirla al porto di Civitavecchia dove ha trovato un posto.
Sfortuna ha voluto che quando era ormai arrivato, il mare sufficientemente mosso da rompere le palle, la barca è finita su degli scogli. A poche decine di metri dalla riva.
Insomma, oggi mio padre ha fatto naufragio! Suona pazzesco solo a scriverlo.
La barca pare sia andata. Persa. Fottuta. E' ancora lì che finisce di distruggersi fra le onde. Domattina andiamo a vedere la situazione, per capire se si può recuperare, salvare il salvabile.
Mio padre l'ha presa con quella filosofia con cui prende sempre la sfiga quando si tratta di oggetti, cose materiali. Però so che questa cosa lo renderà più triste e malinconico.
C'è poco che io possa fare per lui, se non stargli vicino e dargli una mano se me lo chiederà.
In momenti come questo capisco come ad un certo punto i ruoli si invertano, ed i figli cominciano a provare per i genitori quell'affetto tenero e protettivo con cui loro ci hanno amato tutta la vita. Ecco, io stasera voglio dire a mio padre, che pure non leggerà mai questo post, che gli voglio bene. Tanto. Lui lo sa, ché a casa nostra queste cose si dicono senza vergogna, ma avevo bisogno di ribadirlo.
Nessun commento:
Posta un commento